I Bagni di Petriolo nei medici del Trecento e del Quattrocento

Venezia, 1553 · testo latino e traduzione

Petriolo, nel territorio di Siena, fu nel Quattrocento il bagno più celebre del contado, e quasi tutti i medici che scrissero di acque ne dissero qualcosa. Ecco, per intero, i passi di quattro di loro: Gentile da Foligno, il grande medico della generazione della peste; Ugolino da Montecatini, che scrisse verso il 1417–1420 e confessa di non averlo mai visto; Michele Savonarola, che lo descrive bagno per bagno, con le sue docce, la sua volta di pietra e i bagni delle donne dall’altra parte del ponte; e Mengo da Faenza, che li mette a confronto. Non sono d’accordo nemmeno su quando andarci. Il romanzo comincia qui, nel 1416. Com’era il luogo, con una pianta disegnata a partire da Savonarola: Petriolo, dove comincia il romanzo. Nel romanzo, le vasche dipinte nel manoscritto Voynich sono quelle di questi bagni; è una scelta della finzione, non un’affermazione sul manoscritto, e la si racconta in Il manoscritto Voynich nel mondo di Alessandra.

I cinque passi si trovano nell’antologia De balneis omnia quae extant (Venezia, eredi di L. A. Giunta, 1553). Si trascrive l’esemplare della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, digitalizzato e di pubblico dominio (Internet Archive). Si trascrive quanto stampato, senza ammodernamenti: le abbreviazioni sono sciolte tra parentesi quadre, e i passi dubbi e gli errori del tipografo sono segnalati. Tutto il testo ha una seconda lettura indipendente, e ogni differenza tra le due è stata risolta sull’immagine. Ogni passo rimanda alla pagina originale.

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Come citare

I Bagni di Petriolo nei medici del Trecento e del Quattrocento. Testi di Gentile da Foligno, Ugolino da Montecatini, Michele Savonarola e Mengo da Faenza, da De balneis omnia quae extant (Venezia, 1553). Trascrizione e traduzione di El Protocolo de las Ninfas, a cura di Carlos Rodríguez Morales, 2026, CC BY 4.0. https://elprotocolodelasninfas.com/it/biblioteca/bagni-di-petriolo/ [consultato il: data].

Gentile da Foligno († 1348), Sui bagni (i)

Venezia 1553, c. 181v · Testo latino

f. 181v, col. a · vedi l’originale ↗

De Balneis Petrioli.

BAlneum vero de Petriolo, est complexio[n]is sulfureæ, & aluminosæ, & in ipso est plus de alumine, quod vidi per experientiam, & si aliqui tenent oppositum, non est curandu[m]. effectus huius balnei sunt hi. prodest catarrhosis, podagricis, defectuosis in neruis. & principaliter valet catarrhosis, & habe[n]tibus caput frigidum, & hoc balneum principaliter confert, & nostro tempore multum operatum est, atq[ue] notabiliter, debet enim duci super caput, ad quod eatur de mense Septembris, vsq[ue] ad Februarium. semper præsupposita vniuersali purgatione capitis, vt dictu[m] est.

Traduzione

Dei bagni di Petriolo. Il bagno di Petriolo è di complessione sulfurea e alluminosa, e vi è più allume, cosa che ho visto per esperienza; e se alcuni sostengono il contrario, non bisogna curarsene. I suoi effetti sono questi: giova ai catarrosi, ai gottosi, a chi ha i nervi deboli; e vale soprattutto per i catarri e per chi ha la testa fredda, e a questo giova principalmente questo bagno, e ai nostri tempi ha operato molto, e in modo notevole. L'acqua dev'essere condotta sopra la testa, e per questo ci si deve andare dal mese di settembre fino a febbraio, sempre dopo una purga generale della testa, come si è detto.

Gentile da Foligno, Sui bagni (ii)

Venezia 1553, c. 182r · Testo latino

f. 182r, col. a · vedi l’originale ↗

Tractatus secundus de Balneis Gentilis de Fulgineo.

BAlnea Petrioli, de comitatu Senarum, habent multum de sulfureo cum grossa substantia, & sunt fortia in exsiccando, & calefaciendo. Balneum quod est prope ipsum (& vocatur le Caldanelle) habet de virtute ferrea cu[m] substantia subtili. ideo confert laxitati nutritiuoru[m], exsiccando, & congregando, non manifeste calefaciendo, vel infrigida[n]do. Balneum Maceretti propè ipsum Petriolum, habet de sulfureo no[n] multum acuto.

Traduzione

I bagni di Petriolo, nel contado di Siena, hanno molto zolfo con sostanza grossa, e sono forti nel seccare e nel riscaldare. Il bagno che gli sta vicino (e si chiama le Caldanelle) ha virtù di ferro con sostanza sottile; perciò giova alla lassezza delle [membra] della nutrizione, seccando e stringendo, senza riscaldare né raffreddare in modo manifesto. Il bagno di Macereto, vicino allo stesso Petriolo, ha zolfo non molto acuto.

Ugolino da Montecatini, Trattato dei bagni (1417–1420 circa)

Venezia 1553, c. 51r · Testo latino

f. 51r, col. a · vedi l’originale ↗

De balneis comitatus Senarum.

Balnea, quæ i[n] comitatu Senarum esse referuntur, à me nunquam visa sunt. verum à viris doctissimis instructus, quorum è numero fuere magistri Marcus & Franciscus medici Senenses, cum quibus varijs in locis vnà conuersatus sum, abunde ipse possum scribere. Omnia præterea quæ à Gentili de his referuntur intellexi. principalia igitur balnea Petrioli præ omnibus habentur, quæ sulfurea admodu[m] sunt, cum substantia valde grossa, & calefaciunt multum, & exiccant, & humores attenuant & resoluunt. Valent doloribus in iuncturis existentibus, & passionibus neruorum frigidis. Sciaticis etiam multu[m] prosunt, & caput frigidum habentibus. supponitur enim caput vbi aqua exit ex ore leonis. cuius casus debet esse super partes anteriores, & subseque[n]ter ad posteriora cadat sine ictu aliquo. capitis nempe humiditates exiccat, & in hoc magnum affert iuuamen, vt

f. 51r, col. b

per tres annos seque[n]tes calefacere & exiccare credatur, & est balneum insignis famæ. Tempus autem vsus eius est de me[n]se septembri & octobri & Martio & Aprili. Ego accessum ad id magis laudaui in mense Martio & Aprili, quoniam aliter agentes temporibus frigoris & pluuiarum & niuium reuertuntur aliqua[n]do, quibus cum pori & meatus ob vsum balnei aperti sint, facile nocume[n]tum incurrunt, & ab aere etiam alterato, siqua resolutio ob balnea per poros emanaret, oppilatis his retunditur & impeditur vt ego vidi nonnullos male finiuisse euntes illo tempore, quo vt plurimum ire co[n]sueuerant me inspectante etiam in mense decembri.

Traduzione

Dei bagni del contado di Siena. I bagni che si dice siano nel contado di Siena non li ho mai visti. Ma, istruito da uomini dottissimi, tra i quali furono i maestri Marco e Francesco, medici senesi, con i quali ho conversato insieme in diversi luoghi, posso scriverne con abbondanza. Ho inoltre inteso tutto ciò che ne riferisce Gentile.

I principali sono ritenuti i bagni di Petriolo, che sono assai sulfurei, con sostanza molto grossa, e riscaldano molto, e seccano, e assottigliano e risolvono gli umori. Valgono per i dolori delle giunture e per le passioni fredde dei nervi. Agli sciatici giovano anche molto, e a chi ha la testa fredda: si mette infatti la testa dove l'acqua esce dalla bocca di un leone, e la sua caduta deve battere prima sulla parte anteriore e poi scendere verso la posteriore, senza colpo alcuno. Secca infatti le umidità della testa, e in questo giova tanto che si crede che continui a riscaldare e a seccare per i tre anni seguenti; ed è un bagno di grande fama.

Il tempo di usarlo è settembre e ottobre, e marzo e aprile. Io ho lodato di più l'andarci in marzo e in aprile, perché chi fa altrimenti torna talvolta nella stagione dei freddi, delle piogge e delle nevi; e poiché ha i pori e i meati aperti per l'uso del bagno, facilmente ne riceve danno: anche per l'aria alterata, se per i bagni esce dai pori qualche risoluzione [di umori], chiudendosi quelli, viene respinta e trattenuta. Così ho visto alcuni finire male che andavano in quel tempo, nel quale per lo più si usava andare, e perfino, sotto i miei occhi, nel mese di dicembre.

Michele Savonarola, Sui bagni, rubrica XIII (1450 circa)

Venezia 1553, cc. 22v–23v · Testo latino

f. 22v, col. b · vedi l’originale ↗

De balneis Senarum famosis. Rub. XIII.

NImium gloriatur suis balneis ciuitas hæc tum eorum copia, tum cæteris abundatiori{sic} virtute, quia præstantiora sint. Et in primis aggredior balneu[m] de Petriolo cæteris famosius, q[uo]d à nomine castri propinqui sic nome[n] accepit, à ciuitate .xv. milliaribus distans. Cui[us] minera sulfurea

f. 23r, col. a · vedi l’originale ↗

est multum, vt emittat sulfuris odorem ad distantiam medij milliaris, ac in superficie spuma quandoq[ue] adsit sulfurea, aut vnctuosum quoddam, q[uo]d in igne proiectum ardet, & alumine participat.

Natura. Calidu[m] est & siccum in quarto. Operationes. Calefactiuum forte, resolutiuum, exiccatiuum, dissolutiuum humiditatum, vt in de baldeis{sic} Porrettæ actum. Electio. Eligitur de mense Septe[m]bris & Octobris propter sui caliditatem, quidam laudant id de me[n]se Aprilis & Maij: quia sic videtur euntes ab eo minus noceri: q[uonia]m recede[n]tes in mensibus primis sic succedente frigore, & pluuijs nocentur ab eis ob pororum apertionem, quam ex balneo acquisierunt. Considera quæ infra dicuntur in dubio in de balneis Carpensibus. Nam certe recessus à balneis multum considera[n]dus est, & cultu dignus. Membra capitis. Ducia eius surditati, tinnitui, paralysi, spasmo, tremori, epilepticis etiam maximum affert iuuamentu[m]. Co[n]fert catarrho frigido & humido multum, cui non excellens coniungitur caliditas. Antiquo capitis dolori, qui ex frigiditate est. Debiles aute[m] capite & corpore hoc balneum non faciliter ingrediantur, neq[ue] sic duciam eius recipiant: q[uonia]m forte est in resoluendo & exiccando, ne forti resolutione debilitata virtute maius inde sequatur nocumentum. Vnde attendatur consilium Mesuę inquiétis{?} in de soda frigida. Incipiamus sicut nostra est consuetudo à debilioribus. Qua ex re tales ducias leuiores prius experiantur. Membra pectoris. Exiccat, & resoluit pectoris humiditates, & eius frigiditatem tollit. Me[m]bra nutrimenti. Princeps. sulfureæ aquæ stomachum laxant, & desiderium deijciunt vt supra de balneis montis Groti. & tu ibi, q[uonia]m locus est speculationis. Nocet hepati calido: & ideo ingredientes præmuniantur: vt supra allegato loco. Splenem durum mollificat & tumidum dissoluit. Me[m]bra expulsionis. Ve[n]tositates intestinorum resoluit, vuluæ duriciei co[n]fert, & renibus calidis nocet. Vulnera & vlcera. Valet scabiosis & vlceribus frigidis, bothor, albaras, & morfeæ. Me[m]bra iuncturarum. Iuncturarum humiditates resoluit: & sciæ, & doloribus earum co[n]fert. Et hic dubitatur si balneum illud sic confert in præseruatione iuncturarum ab incursu podagræ: vt quida[m] omni die consulunt. Arbitror dicendum q[uod] habentes iuncturarum debilitatem complexionalem & compositionale[m], nullo modo ad sulfurea & fortia balnea pro præseruatione tali accedant: q[uonia]m sic plus debilitantur resolutione calidi, ac naturalis humidi, quo calor ipse pabulatur. Qui vero iuncturas in compositione robustas & latas habent, ac humiditate abun-

f. 23r, col. b

dantes, ad illa secure accedant. Verum pro primis consultius est in balnea ferrea ingredi. Et in his omnibus semper est attende[n]da mora: q[uonia]m magna ad magnam operatur resolutionem. Et notetur dictum Principis primi secu[n]da, pro secundis: q[uonia]m balneum sulfureum facit superfluitates ad membra in quibus est debilitas leuiter descendere, vt supra de balneo montis Groti in areola. Membra nutrimenti. Et memores simus q[uod] quæ sicca sunt, non oportet amplius exiccare. primi tertia. & de his satis. Et adusti cholerici priusquam balneum tale ingrediantur: bono vtantur consilio, cum ad febres parati sint, & balneum hoc sic sua caliditate corpora parata maxime ad febres præparet. primi secunda, de dispositionibus aquaru[m]. & can. secundo aq[uæ] sulfureę faciu[n]t accidere febres.

Apud balneum hoc, est balneum aliud prope flumen, quod farina nuncupatur, quod non multa caliditate participat, in quo prius homines ingrediuntur: sic secu[n]dum ordinem ex Mesue scriptum à faciliori inchoantes, quòd à toto diuertit, & scabiei confert.

Propinquum vero huic est balneum de cornetis, in calore tepidum siue remissum, sic dictum: quoniam in eo ponu[n]tur ventosæ siue corneta absque igne, cuius aqua in flumen cadit. Et huius mineram scriptam non inueni, neque eius experientiam habui. est veluti balneum calidum aquæ dulcis, neq[ue] ad aliquas operationes notabiles accedere memoratum legi.

Estq[ue] balneum aliud lapidibus coopertum, cuius minera ferrea est & sulfurea, & huius aquæ ta[n]ta existit caliditas, vt in eo homines vix stare possint: quonia[m] eius caliditas in substantia densa fundata est: pote[n]tia quidem rei apud multitudinem formæ atte[n]di habet. Est enim calefactiuum, exiccatiuum, & maior est sua calefactione exiccatio: quare in ægritudinibus frigidis, & amplius humidis est potenter valens. Et tu indagator per areolas discurre, vt de reliquis actum, quod facile facio. hoc autem sic lapideo circunflexo construi fecit dominus Rodolfus antiquior Camerini dominus. Membra iuncturarum. Confert nanque doloribus podagricis, & iu[n]cturas mirabiliter à futura podagra conseruat. quapropter arbitror dominum illum balneum illud sic coluisse.

Ab isto enim balneum aliud egreditur discoopertum non tantæ caliditatis, in quo melius stare possunt homines, quo vtuntur ad dyscrasiam stomachi & splenis à causa frigida & humida venientem.

Ante aute[m] balnea hæc quatuor, balneu[m] quoddam reperitur notabiliter calidum, in eius extre-

f. 23v, col. a · vedi l’originale ↗

mitate tres habens ducias, quod vt arbitror sulfure multo participat, & cadu[n]t in balneum, in quo nudi illas recipiunt. hoc autem multum inflammat: & ideo habentes hepar calidum, ac renes, debent se præmunire frigidis: vt in de balneo montis Groti actum. Et hoc digestiuam plus cæteris debilitat. Estq[ue] sua in virtute, ac p[ro]prietatibus balneo primo de Petriolo dicto simile.

Et iuxta hoc per certam distantiam est aliud, quod ab ipso egreditur: sic lo[n]gitudine viæ in qualitatibus suis remissus. Estq[ue] illic cooperta ma[n]sio, vbi ho[m]i[n]es duciam recipiunt: super scamnum exte[n]si, pileos perforatos in capite tenentes, vt sic aqua non nisi discoopertam capitis partem percutiat. Et ad id vel aliud non accedant, nisi corpore pri[us] mundificato ab humore peccante.

Ex alio autem pontis latere, balnea sunt dominarum nuncupata, ijsdem virtutibus potentia.

Membra expulsionis. Frigiditati matricis summe conferunt. Membra nutrime[n]ti. Stomacho & passionibus eius frigidis & humidis confert. Membra capitis. Dolori eius. Me[m]bra iuncturaru[m]. Podagræ & similibus, vt supra de primo.

Vltra vero flumen p[er] tres balistatas, balneu[m] est quod Caldenarum nuncupatur, circumflexo lapideo coopertum: cuius aqua clarissima existit. Et huius minera vt aiunt ferrea est, & aluminosa: quamobrem est sua in caliditate velut temperatum. sed est valde exiccatiuum: quare me[m]bra fortiter vnit, & aggregat, & confert laxitati me[m]brorum nutritiuorum, & non multum calefacit. vnde Princeps primi secu[n]da. Et ferreæ quidem splenem resoluunt, & non coire valentes, adiuuant. Et arbitror debilibus in iuncturis hoc multu[m] conferre debere. Et ex isto aliqui bibunt, aliqui enemata imponi faciunt, vt asperitatem remoueant à balneo Petrioli inductam: q[uonia]m prius stant homines in illis Petrioli, quæ asperitate[m] propter sulfur inducunt. Et per duos dies antequam recedat: bis in die ad istud veniunt, vt sic digestiua virtus ex primo debilitata per istud restauretur. Et hoc in loco duo sunt balnea: primu[m] virorum, reliquum dominarum dictum.

Traduzione

Dei famosi bagni di Siena. Molto si gloria questa città dei suoi bagni, tanto per la loro abbondanza quanto per la loro virtù, più abbondante di quella degli altri, perché sono più eccellenti.

E per primo affronto il bagno di Petriolo, più famoso degli altri, che prese questo nome dal castello vicino e dista dalla città quindici miglia. Il suo minerale è tanto sulfureo che manda odore di zolfo alla distanza di mezzo miglio, e in superficie compare talvolta una schiuma sulfurea, o qualcosa di untuoso che, gettato nel fuoco, arde; e partecipa dell'allume.

Natura. È caldo e secco nel quarto grado. Operazioni. Riscalda con forza, risolve, secca e scioglie le umidità, come si è trattato a proposito dei bagni della Porretta. Elezione [del tempo]. Si scelgono i mesi di settembre e ottobre per il suo calore; alcuni lo lodano in aprile e maggio, perché così sembra che chi ci va ne riceva meno danno; poiché chi ritorna nei primi mesi [del freddo], con il freddo e le piogge che seguono, ne patisce per l'apertura dei pori acquistata nel bagno. Considera quel che si dice più sotto, nel dubbio sui bagni di Carpi. Perché certamente il ritorno dai bagni è cosa da considerare molto, e degna di cura.

Membra della testa. La sua doccia giova moltissimo alla sordità, al tintinnio delle orecchie, alla paralisi, allo spasmo, al tremore e perfino agli epilettici. Giova molto al catarro freddo e umido, quando non vi si unisce un calore eccessivo, e al dolore di testa antico, che viene dal freddo. Ma i deboli di testa e di corpo non entrino facilmente in questo bagno, né ne ricevano così la doccia, perché è forte nel risolvere e nel seccare, perché, indebolita la virtù da una forte risoluzione, non ne segua un danno maggiore. Si tenga dunque presente il consiglio di Mesue sugli inquieti, nel [capitolo] del dolore di testa freddo (soda). Cominciamo, come è nostro costume, dai più deboli: perciò costoro provino prima docce più leggere.

Membra del petto. Secca e risolve le umidità del petto e ne toglie la freddezza. Membra della nutrizione. Il Principe [Avicenna]: le acque sulfuree allentano lo stomaco e tolgono l'appetito, come sopra per i bagni di Monte Grotto; e vedi tu là, perché è luogo di studio. Nuoce al fegato caldo, e perciò chi vi entra si premunisca, come nel luogo citato. Ammollisce la milza dura e scioglie quella gonfia. Membra dell'espulsione. Risolve le ventosità degli intestini, giova alla durezza della matrice e nuoce alle reni calde. Ferite e ulcere. Vale per la scabbia e le ulcere fredde, il bothor, l'albaras e la morfea.

Membra delle giunture. Risolve le umidità delle giunture e giova alla sciatica e ai suoi dolori. E qui si dubita se quel bagno giovi così a preservare le giunture dall'assalto della gotta, come alcuni consigliano ogni giorno. Credo si debba dire che chi ha le giunture deboli per complessione e per composizione non vada in alcun modo ai bagni sulfurei e forti per tale preservazione, perché così si indebolisce di più, per la risoluzione del caldo e dell'umido naturale di cui il calore si nutre. Ma chi ha le giunture robuste e larghe di composizione, e abbondanti di umidità, ci vada sicuro. Per i primi, però, è più prudente entrare nei bagni ferrei. E in tutti questi bisogna sempre badare alla durata, perché una lunga dimora opera una grande risoluzione. E si noti il detto del Principe, [libro] primo, [fen] seconda, per i secondi: che il bagno sulfureo fa scendere facilmente le superfluità alle membra in cui c'è debolezza, come sopra per il bagno di Monte Grotto, nella sua sezione. Membra della nutrizione. E ricordiamoci che ciò che è secco non conviene seccarlo di più (primo, terza). E di questo basti. E i collerici adusti, prima di entrare in un tale bagno, prendano buon consiglio, poiché sono disposti alle febbri, e questo bagno con il suo calore prepara molto alle febbri i corpi già disposti (primo, seconda, delle disposizioni delle acque; e il Canone, nel secondo: le acque sulfuree fanno venire le febbri).

Presso questo bagno ce n'è un altro vicino al fiume, che chiamano la Farina, che partecipa di poco calore, e nel quale gli uomini entrano per primo, cominciando così, secondo l'ordine scritto da Mesue, dal più facile; e giova alla scabbia per tutta la sua natura.

Vicino a questo c'è il bagno de Cornetis, di calore tiepido o rimesso, così detto perché vi si applicano ventose o cornetti senza fuoco, e la cui acqua cade nel fiume. Il suo minerale non l'ho trovato scritto, né ne ho esperienza. È come un bagno caldo d'acqua dolce, e non ho letto che gli si attribuiscano effetti notevoli.

E c'è un altro bagno coperto di pietre, il cui minerale è di ferro e di zolfo, e il calore di quest'acqua è tale che a stento vi si può stare, perché il suo calore è fondato in una sostanza densa: la potenza di una cosa si giudica dall'abbondanza della forma. Riscalda e secca, e il suo seccare è maggiore del suo riscaldare; perciò vale molto nelle malattie fredde, e più ancora in quelle umide. E tu, indagatore, scorri le sezioni, come si è fatto per gli altri, cosa che faccio volentieri. Questo [bagno] lo fece costruire così, con la sua volta di pietra, il signore Rodolfo, il più antico, signore di Camerino. Membra delle giunture. Giova infatti ai dolori della gotta, e conserva mirabilmente le giunture dalla gotta futura. Per questo credo che quel signore abbia curato così quel bagno.

Da questo esce un altro bagno, scoperto, non di tanto calore, nel quale si può stare meglio, e che usano per la mala complessione dello stomaco e della milza che viene da causa fredda e umida.

Davanti a questi quattro bagni si trova un bagno notevolmente caldo, che ha alla sua estremità tre docce, che a mio giudizio partecipa molto dello zolfo, e che cadono nel bagno, dove [gli uomini] le ricevono nudi. Questo infiamma molto; perciò chi ha il fegato caldo, e le reni, deve premunirsi con [rimedi] freddi, come si è trattato per il bagno di Monte Grotto. E questo indebolisce la [virtù] digestiva più degli altri. Ed è simile, per virtù e proprietà, al primo bagno di Petriolo di cui si è detto.

E vicino a questo, a una certa distanza, ce n'è un altro che esce da esso, e che per la lunghezza del percorso è più rimesso nelle sue qualità. C'è lì una stanza coperta dove gli uomini ricevono la doccia distesi su una panca, con berretti forati in testa, perché l'acqua batta solo sulla parte scoperta della testa. E non vadano né a questo né ad altro senza aver prima purgato il corpo dall'umore che pecca.

Dall'altra parte del ponte ci sono i bagni detti delle donne, delle stesse virtù. Membra dell'espulsione. Giovano sommamente alla freddezza della matrice. Membra della nutrizione. Giova allo stomaco e alle sue passioni fredde e umide. Membra della testa. Al suo dolore. Membra delle giunture. Alla gotta e simili, come sopra per il primo.

Al di là del fiume, a tre tiri di balestra, c'è un bagno che chiamano delle Caldane, coperto da una volta di pietra, la cui acqua è chiarissima. Il suo minerale, a quanto dicono, è di ferro e di allume; perciò nel suo calore è quasi temperato, ma secca molto: perciò unisce e stringe con forza le membra, giova alla lassezza delle membra della nutrizione e non riscalda molto; di qui [ciò che dice] il Principe, primo, seconda. E le [acque] ferree risolvono la milza e aiutano chi non può avere congiungimento. E credo che debba giovare molto ai deboli nelle giunture. E di quest'[acqua] alcuni bevono e altri si fanno fare clisteri, per togliere l'asprezza lasciata dal bagno di Petriolo, perché gli uomini stanno prima in quelli di Petriolo, che per lo zolfo lasciano asprezza. E nei due giorni prima di partire vengono a questo due volte al giorno, perché la virtù digestiva, indebolita dal primo, sia restaurata da questo. E in questo luogo ci sono due bagni: il primo detto degli uomini, l'altro delle donne.

Mengo da Faenza (Mengo Bianchelli), Sui bagni (metà del Quattrocento)

Venezia 1553, c. 76r · Testo latino

f. 76r, col. a · vedi l’originale ↗

De balneis Sene[n]sibus, & pri[m]o de balneo Petrioli.

DE balneis Senensibus tractatus referemus primo quæ à Gentili dicuntur, deinde ab Vgolino: postea ventilabimus dicta eoru[m]. Forte dices, quare prætermittis Sauonarola[m]? dicimus q[uod] prætermittimus, quia nihil de ijs dicit, nisi q[uo]d isti referunt, & etiam, quia ita co[n]fuse loquitur de ijs, vt nihil boni extrahi possit. Dicemus ergo primo de balneo Petrioli, quia apud antiquos hoc famosius erat. Balneum Petrioli à ciuitate Senensi distat per .xv. milliaria versus meridiem.

De hoc balneo dixit Gentilis in suo primo tractatu. Balnea Petrioli de comitatu Senaru[m] habent multum de sulfure in substantia grossa, & sunt fortia in exsiccando, & calefaciendo. Et in secundo tractatu dicit. Sulfurea balnea sunt balnea Petrioli in comitatu Senarum, habent etiam de aluminoso multum, valent scabiosis, guttosis: & catarrhosis, & defectuosis in neruis, & habentibus caput frigidum, & humidu[m]: hæc ille. Vgolinus vero videtur concordare cum primo tractatu Gentilis, dicens: Balnea Petrioli, quæ sunt multum sulfurea, & cum substantia multu[m] grossa, multum calefaciunt, & exsiccant, & subtilia[n]t humores, & resoluunt eos in habentibus dolore[m] iuncturarum, & in passionibus neruorum frigidis. valet etiam sciaticis, & habentibus caput multum frigidum: & calefacit per tres annos caput, & exsiccat. hæc ille. Nos vero dicimus de qualitatibus huius aquæ, q[uod] est clara, calida, & odore[m] sulfuris plurimum reddens. De minera vero dicimus primo q[uod] tenet de sulfure, & alumine, vt dicit Gentilis in secu[n]do tractatu: & in primo tractatu dicit ide[m] implicite, quia dicit, q[uod] habet multum de sulfureo in substantia grossa: sed cum omnis substantia sulfuris sit subtilis, vt dicit Serapio: ideo cum dicat in substa[n]tia grossa, ideo dat intelligere, q[uod] habet societatem cum aliquo, quod facit substantiam grossam: & illud est alumen, quia non potest esse r[ati]onabiliter aliud. De effectibus vero dicimus primo q[uod] perdidit multu[m] hoc balneum in effectibus quos solebat facere p[ro]p[ter] admixtione[m] alicuius aquæ frigidæ, cuius signu[m], quia pauci Senenses petu[n]t illud balneu[m], & ca[usa]{?} defectus huius balnei est co[m]mixtio aquaru[m] dulciu[m] cum eo, vt dictum est. Dicimus secundo q[uod] no[n] obsta[n]te hoc, co[n]fert et[iam] aliqualiter in passionibus dictis exsicca[n]do humiditates, & calefacie[n]do, & co[n]forta[n]do me[m]bra: confert et[iam] aliqualiter neruis, & iuncturis resoluendo humiditates earum, & co[n]forta[n]do illas.

Traduzione

Dei bagni senesi, e prima del bagno di Petriolo. Dei bagni senesi riferiremo prima ciò che dice Gentile, poi ciò che dice Ugolino; poi discuteremo i loro detti. Forse dirai: perché tralasci Savonarola? Diciamo che lo tralasciamo perché non ne dice nulla che non riferiscano questi due, e anche perché ne parla così confusamente che non se ne può trarre nulla di buono. Diremo dunque prima del bagno di Petriolo, perché presso gli antichi era il più famoso. Il bagno di Petriolo dista dalla città di Siena quindici miglia verso mezzogiorno.

Di questo bagno Gentile disse nel suo primo trattato: «I bagni di Petriolo, nel contado di Siena, hanno molto zolfo in sostanza grossa, e sono forti nel seccare e nel riscaldare». E nel secondo trattato dice: «I bagni di Petriolo, nel contado di Siena, sono bagni sulfurei, hanno anche molto dell'alluminoso, valgono per gli scabbiosi, i gottosi, i catarrosi, i deboli di nervi e chi ha la testa fredda e umida». Così egli.

Ugolino sembra concordare con il primo trattato di Gentile, quando dice: «I bagni di Petriolo, che sono assai sulfurei e di sostanza molto grossa, riscaldano molto e seccano, e assottigliano gli umori e li risolvono in chi ha dolore delle giunture e nelle passioni fredde dei nervi; valgono anche per gli sciatici e per chi ha la testa molto fredda; e riscaldano la testa per tre anni, e la seccano». Così egli.

Noi invece diciamo delle qualità di quest'acqua che è chiara, calda e che manda molto odore di zolfo. Del minerale diciamo prima che tiene di zolfo e di allume, come dice Gentile nel secondo trattato; e nel primo dice lo stesso implicitamente, poiché dice che ha molto zolfo in sostanza grossa; ma poiché ogni sostanza di zolfo è sottile, come dice Serapione, dicendo «in sostanza grossa» fa intendere che è in compagnia di qualcosa che rende grossa la sostanza: e questo è l'allume, perché ragionevolmente non può essere altro.

Degli effetti diciamo prima che questo bagno ha perduto molto degli effetti che soleva fare, per la mescolanza di qualche acqua fredda; e il segno è che pochi senesi chiedono quel bagno, e la causa del difetto di questo bagno è la mescolanza di acque dolci con esso, come si è detto. Diciamo in secondo luogo che, ciò nonostante, giova ancora in qualche misura nelle passioni dette, seccando le umidità, riscaldando e confortando le membra; e giova anche in qualche misura ai nervi e alle giunture, risolvendo le loro umidità e confortandole.

Note

  • Complessione, sostanza grossa o sottile, gradi: termini della medicina galenica e araba. Ogni acqua ha un minerale dominante (zolfo, allume, ferro, sale, nitro) che le dà le sue qualità (calda, secca…) e la sua forza. «Calda e secca in quarto grado» è il grado massimo.
  • Il Principe: Avicenna. «Primo, seconda» rimanda al suo Canone, libro I, fen 2. Mesue: l’autore di farmacologia di questo nome. Serapione: Serapione il Giovane, autore di un libro sui medicamenti semplici.
  • Soda: nel latino medico, il mal di testa (dall’arabo ṣudāʿ).
  • «Ducia»: il getto d’acqua che cade su una parte del corpo. Da questa parola viene l’italiano doccia.
  • Bothor, albaras, morfea: malattie della pelle dai nomi arabi (pustole, macchie bianche, macchie).
  • Dove non concordano:
    • quando andarci (Gentile: settembre–febbraio; Ugolino: settembre–ottobre o marzo–aprile, preferendo la primavera; Savonarola: settembre–ottobre, anche se «alcuni» preferiscono aprile–maggio);
    • se domini lo zolfo o l’allume.
  • Rodolfo da Camerino: Savonarola dice antiquior, «il più antico» o «il precedente». È uno dei signori della famiglia Varano; senza un’altra fonte, non si può precisare quale.
  • «Donne»: Savonarola scrive balnea dominarum, «delle signore», e non mulierum, «delle donne». L’italiano conserva la parola: donna viene da domina. Per questo qui si traduce «delle donne».
  • L’ordine dei due trattati di Gentile: Mengo attribuisce al «primo trattato» la frase che nel 1553 apre il Tractatus secundus. Qui si mantengono l’ordine e i titoli dell’edizione del 1553.
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